MODE
Il MODE è un formato didattico ibrido che integra la dinamicità e la capacità di problem solving tipica dell’hackathon con la struttura rigorosa e assembleare delle simulazioni diplomatiche. Questo modello nasce per affrontare tematiche complesse in grandi gruppi, garantendo al contempo un approccio innovativo. Il nome stesso richiama una nuova unità di misura e modalità di confronto che unisce il lavoro dei team alla dimensione del dibattito globale, alternando la lingua italiana e quella inglese per allenare i partecipanti al public speaking
Il MODE è un formato didattico ibrido che integra la dinamicità e la capacità di problem solving tipica dell’hackathon con la struttura rigorosa e assembleare delle simulazioni diplomatiche. Questo modello nasce per affrontare tematiche complesse in grandi gruppi, garantendo al contempo un approccio innovativo. Il nome stesso richiama una nuova unità di misura e modalità di confronto che unisce il lavoro dei team alla dimensione del dibattito globale, alternando la lingua italiana e quella inglese per allenare i partecipanti al public speaking.
Le Fasi Metodologiche
01.
Esplorazione
Condotta interamente in forma assembleare, questa fase inizia con la spiegazione delle regole di procedura. Successivamente, i delegati e le delegate espongono brevemente la posizione delle specifiche realtà territoriali o dei siti naturalistici che rappresentano in relazione alla tematica principale, condividendo da subito i loro diversi punti di vista.
02.
Ideazione
L’assemblea individua tutti i problemi comuni tra tutte le realtà territoriali rappresentate e, attraverso cicli di dibattito e riflessioni individuali, si propongono e si votano i problemi condivisi più rilevanti. Successivamente, sempre tramite votazione democratica, a ciascun problema selezionato viene assegnato un target di approccio specifico e una Vision, ovvero la chiave di cambiamento per trasformare quella criticità in opportunità.
03.
Prototipazione
Segnando la transizione dal grande gruppo assembleare ai team ristretti, i partecipanti vengono suddivisi in gruppi di lavoro eterogenei e a ciascuno viene assegnata una combinazione di problema-target-vision risultata dalle votazioni precedenti. In questa fase è necessario elaborare nel concreto una proposta progettuale dettagliata che dia concretezza risolutiva agli elementi ereditati dall’assemblea.
04.
Condivisione
Ritornando in sessione plenaria, ogni gruppo espone il proprio progetto strutturato al comitato, affrontando sessioni di domande e risposte. L’assemblea funge da giuria e procede alla votazione finale: i progetti che ottengono la maggioranza vengono approvati e inseriti nella “Resolution”, il documento di sintesi finale che sancisce la chiusura dei lavori.
Le Fasi Metodologiche
01.
Esplorazione
Condotta interamente in forma assembleare, questa fase inizia con la spiegazione delle regole di procedura. Successivamente, i delegati e le delegate espongono brevemente la posizione delle specifiche realtà territoriali o dei siti naturalistici che rappresentano in relazione alla tematica principale, condividendo da subito i loro diversi punti di vista.
02.
Ideazione
L’assemblea individua tutti i problemi comuni tra tutte le realtà territoriali rappresentate e, attraverso cicli di dibattito e riflessioni individuali, si propongono e si votano i problemi condivisi più rilevanti. Successivamente, sempre tramite votazione democratica, a ciascun problema selezionato viene assegnato un target di approccio specifico e una Vision, ovvero la chiave di cambiamento per trasformare quella criticità in opportunità.
03.
Prototipazione
Segnando la transizione dal grande gruppo assembleare ai team ristretti, i partecipanti vengono suddivisi in gruppi di lavoro eterogenei e a ciascuno viene assegnata una combinazione di problema-target-vision risultata dalle votazioni precedenti. In questa fase è necessario elaborare nel concreto una proposta progettuale dettagliata che dia concretezza risolutiva agli elementi ereditati dall’assemblea.
04.
Condivisione
Ritornando in sessione plenaria, ogni gruppo espone il proprio progetto strutturato al comitato, affrontando sessioni di domande e risposte. L’assemblea funge da giuria e procede alla votazione finale: i progetti che ottengono la maggioranza vengono approvati e inseriti nella “Resolution”, il documento di sintesi finale che sancisce la chiusura dei lavori.
Gli Obiettivi Educativi
Il MODE richiede un alto grado di immedesimazione e ascolto del prossimo poiché i team ristretti ereditano problemi e visioni votati dalla maggioranza della plenaria e le loro azioni devono andare a rispecchiare le volontà delle entità terze rappresentate. I partecipanti devono operare con delicatezza per favorire che le loro proposte identifichino tutte le sfumature del problema, recuperando le voci che potrebbero essere rimaste inascoltate durante il ritmo incalzante delle plenarie.
Gli Obiettivi Educativi
Il MODE richiede un alto grado di immedesimazione e ascolto del prossimo poiché i team ristretti ereditano problemi e visioni votati dalla maggioranza della plenaria e le loro azioni devono andare a rispecchiare le volontà delle entità terze rappresentate. I partecipanti devono operare con delicatezza per favorire che le loro proposte identifichino tutte le sfumature del problema, recuperando le voci che potrebbero essere rimaste inascoltate durante il ritmo incalzante delle plenarie.
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